La “guerra del panico”.

La "guerra del panico".
Nella foto, tratta dalla pagina FB, Lorenzo Musetti. https://www.facebook.com/photo/?fbid=579817670613044&set=a.246693743925440

Si chiamano attacchi, “attacchi di panico”, come se fosse una guerra che al posto di missili e armi simili utilizza l’ansia, il panico, che, quando è somatizzato, appunto, attacca anche con alterazioni fisiche come la tachicardia o la mancanza d’aria, una sensazione terribile che crea un grande disagio e una forte paura in chi ne è vittima.

In realtà, dopo la pandemia e con il conflitto russo-ucraino che rischia di coinvolgere anche il nostro Paese, gli specialisti della mente (psichiatri, neuropsichiatri, psicologi), confermano che presso i loro studi o centri si recano sempre di più persone oppresse da stati depressivi e ansiosi. A tutto questo si aggiunge anche la crisi economia e le armi del panico, in questo modo, si fanno sempre più numerose. 

Tutto questo l’ha confermato, poche sere fa, durante la trasmissione Porta a Porta, (ogni tanto Bruno Vespa qualcosa di buono lo fa, ndail Professore Massimo Ammaniti, autore, tra l’altro, del libro “Passoscoruo”, edito da Bompiani.

Da due giorni i rappresentati di quaranta paesi sono riuniti a Roma per concordare azioni comuni contro la diffusione delle malattie mentali, che – anche in seguito alla pandemia – sono diventate una delle maggiori cause di sofferenza nel mondo. Quasi un miliardo di persone, 1 su 8, convive con qualche forma di disagio psichico; la quota sale a 1 su 7 nella fascia di età tra i 10 e i 19 anni. Per il Global Mental Health Summit si è scelta Roma perché all’Italia viene riconosciuta una storica leadership nel campo delle politiche sociosanitarie in questo ambito. Una delle raccomandazioni da tutti condivise riguarda la necessità di contrastare lo stigma della malattia mentale, e anche qui l’Italia ha fatto da apripista.
Lo è stata grazie a figure come Basaglia e anche grazie allo psicanalista Massimo Ammaniti, che ha dedicato la sua vita ai bambini e oggi pubblica il diario di quella volta che, cinquant’anni fa, si propose di dare una speranza ai piccoli prigionieri dell’ospedale psichiatrico di Roma, che giudicandoli irrecuperabili li teneva legati con le cinghie ai letti o ai termosifoni. Il libro edito da Bompiani si intitola “Passoscuro”, che è quella spiaggia a nord di Roma dove un giorno Ammaniti accompagnò i suoi piccoli pazienti a vedere per la prima volta il mare. e per la prima volta a giocare con altri bambini.
Il viaggio in autobus, l’arrivo sulla spiaggia, il sole estivo, l’odore di salsedine, la sabbia da toccare, i piedi nell’acqua. Così Passoscuro divenne il luogo della luce e di una ritrovata dignità.

fonte: https://www.9colonne.it/382744/quanta-luce-br-a-passoscuro#.Y1GTwy8QOqA

Colpisce, anche, quello che è accaduto, recentemente,  al giovane tennista italiano Lorenzo Musetti .

Musetti, durante la semifinale, disputata a Firenze, contro il canadese Felix Auger-Aliassime ha accusato un attacco d’ansia 

che gli ha impedito di esprimere la propria miglior versione: “Dopo il secondo colpo, alla risposta, mi ha guardato e mi ha detto ‘mi viene da vomitare’. Si è intesito, praticamente il diaframma gli si chiude, non gli passa più aria quindi va in apnea costante. Ha provato a vomitare a fine primo set, ha un senso di vomito ma non ha problemi di stomaco. È proprio il diaframma, la tensione. Non è riuscito a liberarsi mai e quindi niente. Qualche punto eccezionale l’ha comunque fatto però ovviamente il suo pensiero era sempre lì, a guardarmi, a dire ‘non respiro, non ce la faccio’. E quindi non era focalizzato sulla partita che era già veramente difficile. Sarebbe stato un incontro pazzesco, peccato“, ha raccontato a Ubitennis il suo tecnico Simone Tartarini.

fonte: https://www.oasport.it/2022/10/tennis-lorenzo-musetti-e-le-crisi-dansia-il-vero-avversario-da-battere-per-essere-un-giocatore-top/

Anche se in seguito, il tennista, ha voluto chiarire che quello che gli è accaduto è un problema più di natura fisica che mentale. 

Non essendo uno specialista del mondo del tennis non mi permetto di giudicare questo episodio che Federica Cocchi de “La Gazzetta dello Sport”, addebita al mondo del tennis  che, a determinati livelli , secondo la Cocchi, divora. 

Una cosa è certa: soffrire di attacchi di panico non è una vergogna. 

La nostra mente ha dei limiti, limiti umani, che, sorpassati determinati livelli, possono mettere al tappeto chiunque. Azzardo nel fare una differenza tra ansia e ansia. Una, è quella sproporzionata rispetto agli eventi che si affrontano, un’altra, oserei dire, è “fisiologica” , “normale”. 

Non è una novità (forse per alcuni lo puo’ essere) ma l’uso delle droghe, tra coloro che hanno combattuto e combattono determinate guerre, era, è una passi comune (per maggiori informazioni in merito, clicca qui ).  Di fronte a barbarie, come la guerra in Vietnam,  la nostra mente non è pronta a sopportare determinate atrocità che solo un cervello alterato da droghe puo’ far andare avanti chi ne è coinvolto in prima linea.

Abbiamo bisogno tutti di più serenità. Ne avremmo bisogno…Sta a noi ricercare quegli spazi dedicati esclusivamente a noi stessi per ritrovare un po’ di calma. E un momento di pace, per chi crede, è possibile ritrovarlo nella preghiera. Anche perché, se è guerra contro il “male” solo il Bene di Cristo puo’ vincerlo. 

Poi, c’è il resto: lo svago, gli amici, la condivisone, l’unità, l’amore tra persone perbene, l’evitare l’infodemia.  

L’invito è quello di cercare di percorrere insieme la strada della pace e della solidarietà.

 

 

 

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