
“Per difendere la validità dello haiku anche da quelli che lo consideravano un mero passatempo, Shiki (Masaoka Shiki pseudonimo di Masaoka Noboru (正岡 升), poeta , autore e critico letterario giapponese del periodo Meiji in Giappone, considerato una figura importante nello sviluppo della moderna poesia haiku. ndr) ricorse alle teorie del filosofo inglese Herbert Spencer (1820-1903), di cui aveva letto The Philosophy of Style (“La filosofia dello stile”, 1852). Spencer aveva scritto che la frase più breve era la migliore e aveva collegato questa sua convinzione all’idea della ‘economy of mental energies’: più la frase era breve e semplice, meno energia il lettore doveva impiegare per decifrarla e maggiore quella che gli restava per assorbirne il significato. Shiki adottò il concetto applicandolo alla poesia: più questa era breve, più rimaneva il tempo per scoprirvi profondi significati. Di tutte le forme poetiche presenti nel panorama letterario giapponese, lo haiku era il più breve, quindi la forma poetica migliore.”
