Groupthink ovvero il pensiero di gruppo che può diventare settario.

 

Groupthink ovvero il pensiero di gruppo che può diventare settario. Nel post precedente a questo ho parlato dell’ “Ifcha Mistabra” (chiamata anche “Ipcha mistabra”), che deriva dal Talmud e che significa “opinione opposta” (in aramaico) oppure, grosso modo, “al contrario, la realtà appare diversamente” .

Emerge, quindi, l’utilità, in vari settori della nostra vita, di utilizzare un parere critico rispetto a quello della maggioranza, parere alternativo che puo’ dare una chiave di lettura delle varie situazioni che si analizzano, più chiara e vincente. 

Proseguendo su questo interessante argomento non possiamo, allora, non parlare del Groupthink. 

Il termine Groupthink è una parola d’autore coniata nel 1952 da William H. Whyte in un articolo sulla rivista Fortune.

 

Irving Janis, autore di ampi studi sull’argomento negli anni settanta, lo definiva come:

 

“Un modo di pensare che la gente fa proprio quando si trova profondamente coinvolta in un coesivo ingroup (gruppo chiuso e identitario) quando l’aspirazione dei membri all’unanimità ha la precedenza sulle loro motivazioni a valutare, in maniera realistica, la possibilità di differenti linee di condotta.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Groupthink

Ancora

La seguente definizione del fenomeno e dei suoi sintomi è tratta dalle pagine web curate da Scott A. Chadwick della Oregon State University: 

 

«Il groupthink si manifesta quando un gruppo omogeneo e altamente coeso  è così impegnato a preservare l’unanimità da non valutare le possibili opzioni e alternative. I membri del groupthink vedono se stessi come parte di un in-group che opera contro un altro gruppo (out-group) che si oppone ai loro scopi.

 

Si può dire che un gruppo è affetto da groupthink se:

 

  1. sopravvaluta la propria invulnerabilità o il livello del proprio atteggiamento morale; 
  2. razionalizza collettivamente le decisioni che assume;
  3. demonizza o valuta con stereotipi i gruppi esterni e i loro leader;
  4. ha una cultura ispirata dall’uniformità, in cui gli individui censurano se stessi o gli altri, in modo da salvaguardare l’apparenza esteriore di unanimità del gruppo;
  5. annovera membri che si assumono la responsabilità di proteggere il leader, nascondendogli alcune informazioni da essi possedute, o detenute da altri membri del gruppo;

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Groupthink

Esempio di prevenzione del groupthink: la gestione della crisi dei missili di Cuba

 

Groupthink ovvero il pensiero di gruppo.
foto tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Groupthink

 

(nella foto, Il presidente John Kennedy decreta il blocco navale su Cuba) 

Un esempio di gestione mirata del processo decisionale di gruppo al fine di evitare scelte irrazionali ed esiziali si ebbe quando, dopo ifiasco dello sbarco nella Baia dei Porci, John Kennedy, si trovò a gestire la delicatissima crisi dei missili di Cuba. 

 

Kennedy organizzò i lavori del gruppo di politici, consiglieri, ed esperti, in modo da evitare l’emergere della patologia del groupthink nelle decisioni sulle scelte strategiche da adottare per fronteggiare la crisi. Per questo, durante i meeting, il presidente invitò esperti esterni a esprimere i loro punti di vista, e permise a membri del gruppo di porre domande con cura. Inoltre, incoraggiò i membri del gruppo a discutere di possibili soluzioni con membri di fiducia in separata sede, nei loro rispettivi dipartimenti, e giunse perfino a dividere il gruppo in vari sotto-gruppi, al fine di dissolverne parzialmente la coesione. Kennedy, inoltre, si assentava deliberatamente dai meeting allo scopo di evitare, nella discussione e nella formazione dei giudizi individuali, ogni pressione o condizionamento proveniente dalla sua opinione o dalla sua stessa presenza.

La crisi dei missili cubani, infine, fu risolta in modo pacifico, un risultato che si deve, in parte, anche a queste misure preventive.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Groupthink

 

E’ chiaro che il Grouptink si presta ad ulteriori analisi che personalmente non intendo affrontare con questo post. Ritengo, altresì, che la fonte qui citata abbia fornito le basi per conoscere e capire questo fenomeno che, secondo il mio e non solo mio parere, rischia di deviare in una forma settaria. Appunto quando il gruppo è chiuso, demonizza chi non la pensa come i suoi membri (specialmente i suoi leader) ed impone il suo pensiero (che puo’ essere negativo), imponendolo ad altri.

 

continua…

 

 

 

 

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