Giuseppe Antonio Scaramuzzino, l’erudito di Nicastro che raccontò la sua città nel 1803.

Giuseppe Antonio Scaramuzzino, l'erudito di Nicastro che raccontò la sua città nel 1803.

A volte una ricerca nasce quasi per caso.

Un nome incontrato tra le pagine digitalizzate di un vecchio libro può aprire una porta verso un passato che sembrava ormai lontanissimo. È quanto è accaduto imbattendomi in Giuseppe Antonio Scaramuzzino, un uomo originario di Nicastro che, all’inizio dell’Ottocento, dedicò alla propria città un’opera storica oggi difficilmente conosciuta al grande pubblico.

Il suo nome compare infatti come autore delle Memorie istoriche riguardanti la città di Nicastro, pubblicate nel 1803. L’opera è ancora oggi ricordata nelle bibliografie dedicate alla storia di Nicastro e di quella che sarebbe diventata Lamezia Terme.

Ma chi era quell’uomo che, più di due secoli fa, sentì il bisogno di raccogliere la memoria della propria città?

Un uomo di Nicastro, avvocato a Napoli

Una delle testimonianze più interessanti su Giuseppe Antonio Scaramuzzino si trova nel Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani.

Giustiniani, parlando di una questione relativa all’antica identità di Nicastro, presenta Scaramuzzino come:

«il mio erudito amico Sig. D. Giuseppe-Antonio Scaramuzzino, nativo di detta città, ed avvocato ne’ tribunali di Napoli».

Sono poche parole, ma contengono molte informazioni.

Scopriamo innanzitutto che Scaramuzzino era nativo di Nicastro. Sappiamo poi che esercitava la professione di avvocato nei tribunali di Napoli e, soprattutto, che Giustiniani lo considerava un «erudito» e lo definiva addirittura un proprio amico.

Non siamo dunque davanti soltanto a un professionista che occasionalmente si occupò della storia della sua terra. Il documento ci restituisce l’immagine di un uomo inserito negli ambienti culturali del suo tempo e interessato profondamente alle origini e alla storia della propria città.

La storia di Nicastro scritta da un suo figlio

Nel 1803 Giuseppe Antonio Scaramuzzino pubblicò le sue Memorie istoriche riguardanti la città di Nicastro.

Era un’epoca nella quale la Calabria non disponeva certo degli strumenti di comunicazione e di ricerca che oggi consideriamo normali. Raccogliere notizie, confrontare gli autori precedenti, discutere le tradizioni locali e mettere per iscritto la memoria di una città richiedeva studio, tempo e passione.

Scaramuzzino si dedicò in particolare a una questione allora molto discussa: l’identificazione dell’antica Numistro/Numistrone con Nicastro.

Le sue tesi furono ricordate anche dalla storiografia successiva. Una pubblicazione di carattere storico-archeologico, citando le sue Memorie, scrive infatti: «Lo Scaramuzzino (Giuseppe Antonio) che scriveva nel 1803», utilizzandolo come fonte per la ricostruzione della storia del territorio.

Questo particolare ci permette di comprendere una cosa importante: il suo lavoro non rimase completamente isolato. Le sue ricerche furono lette e utilizzate anche dagli studiosi venuti dopo di lui.

Gli studi e il rapporto con Napoli

Un’altra traccia documentaria contribuisce a delineare il personaggio.

Nell’Archivio di Stato di Napoli, nel fondo della Real Camera di Santa Chiara, è registrata una supplica di:

«D. Giuseppe Antonio Scaramuzzino di Nicastro»

che chiedeva una dispensa di tredici mesi per dottorarsi. (Regesta Media)

Anche questo documento è significativo.

Ci mostra un Giuseppe Antonio impegnato in un percorso di studi superiori e conferma il suo rapporto con l’ambiente napoletano. La sua vicenda personale appare così legata a due luoghi: Nicastro, la città d’origine e oggetto dei suoi studi, e Napoli, centro nel quale esercitò la professione forense e completò il proprio percorso culturale.

La memoria di una città

C’è qualcosa di particolarmente affascinante nella scelta di Scaramuzzino.

Avrebbe potuto dedicarsi esclusivamente alla professione di avvocato. Invece sentì il bisogno di interrogarsi sulla storia della propria città.

È un atteggiamento che appartiene a un’epoca nella quale la memoria locale era spesso affidata alla passione di singoli studiosi: uomini che raccoglievano documenti, leggevano gli autori antichi, confrontavano tradizioni e cercavano di sottrarre dall’oblio le vicende delle comunità alle quali appartenevano.

Per questo le Memorie istoriche riguardanti la città di Nicastro rappresentano qualcosa di più di un semplice libro antico.

Sono una testimonianza del rapporto tra un uomo e la propria terra.

E forse è proprio questo l’aspetto che rende ancora attuale la figura di Giuseppe Antonio Scaramuzzino.

Una scoperta personale

La ricerca su questo personaggio ha per me anche un significato particolare.

Mio padre si chiamava Antonio Scaramuzzino, così come mio nonno paterno. Entrambi appartenevano a quella stessa terra di Nicastro.

La scoperta dell’esistenza, più di due secoli fa, di un Giuseppe Antonio Scaramuzzino, anch’egli nativo di Nicastro, ha naturalmente suscitato in me una curiosità particolare.

Esiste un legame familiare tra quell’uomo e la mia famiglia?

Al momento non lo so.

Ed è importante non confondere una coincidenza onomastica con una prova genealogica. La risposta, se esiste, potrebbe trovarsi nei registri parrocchiali, negli atti dello stato civile e negli archivi di Nicastro. È una ricerca che meriterebbe di essere condotta con pazienza, documentando ogni passaggio.

Per ora mi basta aver riportato alla luce un nome.

Un nome che appartiene alla storia di Nicastro.

Un uomo da non dimenticare

Giuseppe Antonio Scaramuzzino visse in un’epoca profondamente diversa dalla nostra. Eppure la sua scelta conserva qualcosa di sorprendentemente vicino a noi.

Raccontare la propria terra significa impedirle di scomparire dalla memoria.

Nel 1803 un avvocato ed erudito di Nicastro mise per iscritto ciò che conosceva e ciò che aveva studiato della sua città.

Più di duecento anni dopo, il suo nome è riemerso dalle pagine digitalizzate di un antico libro.

Forse è questa, in fondo, una delle funzioni più belle della memoria: permettere a chi viene dopo di incontrare nuovamente chi ci ha preceduto.

E oggi, cercando di conoscere meglio Giuseppe Antonio Scaramuzzino, non sto ancora cercando una certezza genealogica.

Sto semplicemente cercando di ascoltare una voce proveniente da Nicastro, una voce che nel 1803 volle raccontare la storia della propria città.

E che, dopo più di due secoli, ha ancora qualcosa da dirci.

Fonti

  • Giuseppe Antonio Scaramuzzino, Memorie istoriche riguardanti la città di Nicastro, Napoli, 1803.
  • Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, voce relativa a Nicastro, nel quale Scaramuzzino è ricordato come «erudito amico», nativo di Nicastro e avvocato nei tribunali di Napoli.
  • Archivio di Stato di Napoli, Real Camera di Santa Chiara, documento relativo alla supplica di D. Giuseppe Antonio Scaramuzzino di Nicastro per ottenere la dispensa necessaria al conseguimento del dottorato.
  • Archivio storico della Calabria, riferimento a Giuseppe Antonio Scaramuzzino e alle sue Memorie istoriche riguardanti la città di Nicastro.
  • Google Libri, riproduzioni digitalizzate delle opere storiche consultate.

 

 

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