Biante, le fanciulle di Messenia e il buon samaritano.

Biante, le fanciulle di Messenia e il buon samaritano.
Immagine tratta dal sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Biante

Di Biante, uno dei sette sapienti dell’antica Grecia, nato a Priene, città greca dell’Asia minore, il 600 a.C., si racconta anche questo episodio della sua vita.

Il filosofo avrebbe liberato delle fanciulle schiave di Messenia, pagando un riscatto.

Nate libere, queste ragazze, furono prese da alcuni malandrini e fatte prigioniere. 

Una volta liberate le fanciulle, Biante le portò a casa sua crescendole come figlie e quando queste divennero adulte, diede loro una dote e le rimandò a casa (vicenda che il libro di Aristide Calderini, del 1965, dal titoloLa manomissione e la condizione dei liberti in Grecia”, conferma a pagina 11. Pubblico in questo post due immagini relative a questa fonte, nda).

Questa storia mi richiama alla mente, tra l’altro, un’altra di fonte biblica ovvero quella del buon samaritano (dal vangelo di Luca, capitolo 10 dal verso 25 a quello 37):

25 Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?» 26 Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?» 27 Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». 28 Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa’ questo, e vivrai». 29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» 30 Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. 32 Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. 33 Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà; 34 avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno”. 36 Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?» 37 Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa».

Biante non era un cristiano ma il suo atteggiamento, in merito alla vicenda di queste fanciulle, ricorda un pò il comportamento del buon samaritano

Se è vero che il racconto evangelico, qui narrato, ha una sua spiegazione profonda che non sto adesso ad affrontare, Biante e il buon samaritano hanno in comune (ripeto con le chiare e dovute differenze tra loro e osservando la vita del filosofo greco solo da questo punto di vista cioè da questo episodio a lui attribuito) l’amore per il prossimo.

E questo, specialmente di questi tempi, non è cosa da poco. 

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