“Black Belt Magazine”, numero ottobre 1971: Ennio Falsoni e gli altri karateka europei, anni 1970/1971.

"Black Belt Magazine", numero ottobre 1971: Ennio Falsoni e gli altri karateka europei, anni 1970/1971.

Se nel post precedente a questo ho parlato della nota rivista americana “Black Belt Magazine” e della sua importanza che aveva per quelli della mia generazione, appassionati come eravamo di arti marziali, e del numero del mese di ottobre del 1971, di questo periodico, che si occupava, tra l’altro, del Maestro Bucksam Kong, del Gong Fu cinese, autore di un libro in mio possesso, non posso non citare che, nello stesso numero, si parla anche dei “Top Ten del Karate europeo, anni 1970/1971”.  E tra i nomi illustri di questi atleti, spicca anche quello dell’italiano Ennio Falsoni . 

Oltre a Falsoni vengono citati , nell’articolo, i grandi personaggi del Karate, appunto europeo, dell’epoca. Come Dominique Valera, Gilbert Gruss, Geert Lemmens, lo stesso Luciano Parisi (altro esponente di spicco del Karate italiano di quei tempi) e altri che spero possiate leggere sulle immagini che ho qui inserito in modo volutamente grande perché il tutto sia il più possibile visibile. 

"Black Belt Magazine", numero ottobre 1971: Ennio Falsoni e gli altri karateka europei, anni 1970/1971.

Grazie all’aiuto dell’amico “marziale” Luca Levorato, italiano che vive negli USA, che ha tradotto gentilmente, e che ringrazio vivamente per il suo contributo prezioso, il testo contenuto in queste immagini, possiamo estrapolare da queste pagine di Black Belt Magazine, l’importanza che Ennio Falsoni e tutti gli altri karateka europei del suo tempo, avevano a livello internazionale. 

Un giusto tributo verso alcuni, ripeto alcuni, perché tanti altri karateka degni di essere ricordati non sono qui citati, verso una generazione alla quale dobbiamo molto. Consci che la perfezione nell’essere umano, in ogni suo campo, non esiste, rammentare, soprattutto alle nuove generazioni di atleti sia di arti marziali che di sport da combattimento attuali (anche perché alcuni di questi nomi che leggiamo in questo numero della rivista americana li troveremo poi riportati nelle pagine storiche di quello che sarà il Karate Contact, poi Kickboxing, sia a livello italiano, europeo e, quindi, mondiale) è formativo. 

Non puo’ esistere un degno presente, a mio avviso, e un luminoso futuro per il mondo delle arti marziali e degli sport da combattimento, senza che si rammentino quelle radici dalle quali, bene o male, sta crescendo un albero “marziale” che vogliamo, come “comunità marziale”, sia il più sano possibile e che porti frutti condivisibili non solo nell’ambito dello sport ma anche  in quello sociale e formativo.

Va da sé che questi ricordi sono solo una parte di una Storia che personaggi capaci del settore stanno ricostruendo in modo più ampio possibile. 

  • traduzione del testo della prima pagina a cura di Luca Levorato , che, comprensibilmente, vivendo da anni negli Stati Uniti d’America, puo’, a suo stesso avviso, aver perso l’esattezza del linguaggio italiano. Ma non crediamo a questo fattore, piuttosto, il suo, è solo il pensiero di una persona umile che ancora una volta ringraziamo:

 

                                     KARATE

Una occhiata alla classifica Europea dei Top Ten del 1970 rivela che solo quattro
campioni dell’anno scorso sono stati in grado di mantenere le loro posizioni nel 1971.
Dominique Valera e Gilbert Gruss hanno conservato il primo e secondo posto, entrambi
non dando nessuna indicazione di calo delle loro prestazioni o volonta’ di vincere.
Richard Scherer e’ stato capace di vincere abbastanza per scendere solo dal terzo al
quarto posto, mentre il campione belga Geert Lemmens, numero 10 nel 1970, e’ salito
al numero 6 nel 1971. La scomparsa di ben conosciuti veterani e l’inclusione di cosi’
tanti nuovi nomi e’ una diretto riscontro della situazione delle competizioni
internazionali di quest’anno. Il campionato Europeo, svolto annualmente in Maggio, e’
l’evento piu’ importante dell’anno, con incontri a squadre che rendono tornei meno
importanti una sorta di preliminare a questo importante evento.
Molti karateka di indubbio valore non possono essere inclusi nella Top Ten per
mancanza di significanti competizioni internazionali. Altri possono aver vinto al di
fuori dei loro confini nazionali, ma non contro avversari di valore. Il famoso karateka
Inglese Brian Fitkins rispecchia questo caso. Fitkins ha guadagnato notorieta come
cintura verde nel campionato europeo del 1967, ma poi ha lasciato l’Europa per
studiare Karate in Giappone per due anni. Mentre in Giappone, Brian si è comportato
bene nel Torneo Internazionale di Mas Oyama del 1969 ( vedasi Black Belt, Aprile
1970) e nel Torneo Internazionale a squadre in Tokyo ( KARATE ILLUSTRATED,
Marzo 1971), dove ha combattuto con il famoso Norihiko Ida ottenendo un pareggio.
Mentre questo dimostra che Fitkin e’ un eccezionale combattente, e’ ancora
insufficiente per includerlo nella Top Ten, perche’ non ha avuto l’occasione di
gareggiare con altri atleti europei in classifica durante la sua assenza di due anni.
Nella classifica del 1970, un atleta si e’ ritirato definitivamente, l’eccellente francese
Guy Savine, che ora e’ allenatore della ben quotata squadra francese
L’italiano Luciano Parisi e’ un altro prestigioso combattente che pero’ e’ stato
recentemente inattivo nelle maggiori competizioni internazionali. Gli inglesi
William Higgins e Stanley Knighton, assieme al tedesco Richard Kubisch ed al
francese Patrick Baroux stanno ancora gareggiando, ma con meno prestigiosi
risultati contro avversari in classifica rispetto allo scorso anno. Tutti loro,
comunque, potrebbero essere tranquillamente inclusi in una classifica dei
migliori venti atleti.

traduzione del testo contenuto nella seconda immagine sempre grazie all’amico Luca:

 

ENNIO FALSONI

Se la conoscenza del Karate, la forma e l’eleganza delle tecniche fossero il criterio
per essere inclusi nella Top Ten, Falsoni sarebbe l’indiscusso numero uno Karateka
europeo. Esaminando i suoi risultati agonistici, e’ un solido numero 3. L’inclusione del
suo dojo di Milano nella Federazione Italiana di Karate, ha permesso al 25enne
studente di gareggiare contro i piu famosi combattenti della Unione Europea di
Karate. Nei suoi iniziali incontri nel Campionato Europeo del 1971, Falsoni aveva
dimostrato di poter proseguire la sua lista di vittorie nei primi incontri a squadre, ma
un infortunio ha messo fine alle speranze di quest’anno.
Il 5’9 ( circa un metro e 79), 160 pound ( circa 72 kg.) è il pupillo di Hiroshi Shirai
della JKA. Nel torneo AEKF del 1968, Falsoni ha vinto il primo posto nel Kata e il
secondo posto nel Kumite. Nel 1970, prima di lasciare la AEKF, ha vinto l’annuale
competizione della organizzazione. Ennio può essere ricordato dai karateka americani
per sua stellare prestazione negli Stati Uniti, gareggiando con il Team Europeo in
tournèe nel 1969, Nei sei anni di pratica del Karate, Falsoni ha perfezionato il calcio
frontale assieme alla spazzata con pugno opposto ( de-ashi barai e giaku tzuki).

Il Karate di una volta, le arti marziali di un tempo, solo un ponte per queste discipline e per gli sport da combattimento del tempo presente e futuro, che speriamo sia il più luminoso possibile. 

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