Avevo promesso di parlare del Dott. Ennio Falsoni, figura di primo piano nel panorama del karate e della kickboxing, sia italiana che internazionale. Prima di proporre l’intervista, è però doveroso soffermarsi sul personaggio: un nome che, per chi appartiene alla mia generazione di praticanti delle discipline da combattimento orientali e della kickboxing, non può non essere conosciuto, se non direttamente, almeno per fama.
Per farlo, ho deciso di recuperare la fotocopia di un articolo ormai datato, ma per me particolarmente significativo.
Gran parte del materiale che avevo raccolto nel tempo sulle arti marziali, sulla kickboxing e sui miei scritti è purtroppo andata perduta. Questo documento, tuttavia, si è conservato.
Si tratta di un’intervista che realizzai nel 1990, pubblicata sulla rivista Polizia di Stato Oggi, allora diretta dal Dott. Riccardo Colao. Poiché la copia oggi disponibile non risulta più chiaramente leggibile, ho ritenuto opportuno procedere a una sua trascrizione.
Falsoni fu uno dei primi allievi del Maestro Hiroshi Shirai , che con quest’ultimo ha scritto pagine memorabili del Karate stile Shotokan sia in Italia che all’estero. Pagine che, alcune volte, appartengono veramente ad un’altra epoca. Aneddoti che potrebbero risultare inverosimili ma che, invece, sono veri.
Tempi nei quali, come mi fu detto, Falsoni si sarebbe buttato nel fuoco per il Maestro Shirai. Poi il distacco da quest’ultimo, il percorso ne Karate attraverso altre Federazioni – storie che meglio di me, alcuni membri della pagina Facebook KICKBOXING VETERANI 50 – 60 – 70 ED OLTRE… conoscono e ricostruiscono con sapienza e valore, avendoli vissuti in prima persona – l’esperienza con il maestro Nanbu e poi, finalmente, l’approdo a quello che inizialmente venne chiamato Karate Contact conosciuto, in seguito, con il nome di Kickboxing.
A mio parere, a Falsoni va riconosciuto il merito di aver messo ordine in questo sport, grazie a una visione supportata da solide competenze sia tecniche che manageriali.
Karateka, Presidente dell’allora FIKB e della WAKO, giornalista pubblicista, laureato in lingue e in seguito professore di inglese — professione che lasciò per dedicarsi completamente al Karate e alla Kickboxing poi— Falsoni è stato anche autore di numerosi libri sulle arti marziali e sulla kickboxing. Tra questi, *Il Karate moderno – Evoluzione di un’Arte Marziale*, edizioni Feltrinelli: un libro piccolo nelle dimensioni, ma che, a mio avviso — e anche secondo lo stesso Falsoni — è forse il migliore tra quelli da lui pubblicati (ecco la copertina del libro citato, in mio possesso, ed una sua pagina).


Dal carattere certamente non “facile”, diretto nelle parole e nel combattimento, dove aveva la fama di essere un duro, lo conobbi durante uno stage di Kickboxing in Calabria, nei primissimi anni Ottanta. Io, dopo aver praticato il tradizionale (se vuoi sapere di più sul mio percorso sulle discipline orientali e sulla Kickboxing, clicca qui ), decisi di provare il Karate Contact ovvero la Kickboxing. Anche in quell’occasione, seppur disponibilissimo, dimostrò di esser un uomo pronto all’azione. Infatti, dopo un brevissimo colloquio con me e mio un amico di pratica di quel tempo, ci domandò: “Avete portato le borse? allenatevi con noi!”.
E noi le borse non le avevamo.
Ricordo anche che di fronte a noi, quel giorno, c’era un tedesco che più di semi contact (conosciuta oggi, finalmente, in modo corretto con il nome di pointfight) una delle specialità della Kickboxing, sembrava tirasse più di full contact (altra specializzazione della Kickboxing).
A combattere, in modo “sereno”, con quel tedesco, c’era un giovane calabrese che calciava con la sua gamba destra come una mitragliatrice (come mi disse quel mio amico). E quel ragazzo era Giorgio Lico, che in futuro diede una svolta decisiva e finalmente, innovativa, alla Kickboxing calabrese.
Beh, poi il resto è storia. Portai per la prima volta questo sport da contatto nella mia città, Catanzaro, nel 1985 e nel 1990 iniziò anche la mia collaborazione con le riviste dirette dal giornalista, oggi anche storico ed editore Riccardo Colao, avendo modo di intervistare il Presidente Falsoni.
Purtroppo, da qualche anno, il Presidente non gode di buona salute.
Da questo sito, il mio più caro saluto a lui, con sincera stima e un velo di nostalgia.
Mi sono accorto che, con queste righe, non ho parlato solo di Falsoni, ma anche di me.
E credo che sia naturale: è il flusso di coscienza che mi ha portato a raccontare un poco di questo grande personaggio, inevitabilmente legato — come ho già scritto — a tutti noi che abbiamo iniziato a praticare arti marziali e kickboxing in quegli anni.
Perché, alla fine, non si racconta mai davvero solo un uomo, ma un’epoca intera. Un tempo fatto di passione, sacrificio, rispetto e combattimenti veri — dentro e fuori dal tatami.
Ecco il pezzo, leggibile per quel che si può, accompagnato dalla sua trascrizione.
