Luigi Stocchi, della stirpe dei Calabresi Illustri

E’ una sorta di grazia quando, nello scrivere un post come  LA LIRA DI TIRTEO, di Luigi Stocchi , si viene trasportati in un’epoca, ovviamente, completamente diversa dalla nostra. 

In un tempo storico caratterizzato da uomini, donne,  culture e società, che ti proiettano in un passato che non ti azzardi a dire migliore di quello che stiamo trascorrendo oggi ma di certo più affascinante

Perché lo sono i personaggi che leggi e della cui vita ti interessi condividendo il tutto con i lettori. Sì, perché 

questo nostro passato calabrese va recuperato una volta trovato un forziere contenente un tesoro nascosto il cui contenuto è da distribuire a vecchie e nuove generazioni, come perle preziose, cibo per la mente e per lo spirito. 

Del Cavaliere Luigi Stocchi si sa poco perché sono esigue le fonti che citano la sua persona se non fosse che cercando, cercando non incrocio il nome del Professor Andrea Russo, Direttore delle scuole dei sordo-muti di Catania, che nelle sue Lettere del Prof. Andrea Russo (vedi la copertina qui allegata) in un suo scritto destinato all’amico Dott. Giovanni Tonino, datata in quel di Catania il 10 maggio del 1875, non ne parla ampiamente. 

Sappiamo, così, che Luigi Stocchi nacque a Cosenza nel 1835 <<da nobile ed antica famiglia>>. 

Il suo animo era predisposto per lo studio della filosofia, della letteratura. 

L’Accademia cosentina lo inserì tra i suoi soci. 

A Napoli, nel 1855, diede alle stampe un volume di poesie. Più in là nel tempo, insieme a Domenico Camporota scrisse la Corona Calabra (anche se in effetti non ho visto il suo nome riportato nella copertina nda).

Nel 1860 fondò il Calabrese, pubblicò la già citata Lira di Tirteo e gli opuscoli politici Il Papa e l’Italia ed il Diritto Divino dè Popoli. 

Divenne professore presso la scuola magistrale maschile di Rossano (CS) e in seguito  professore e direttore delle scuole magistrali femminili di Paola e di Cosenza. 

Il 1864, invece, fu l’anno in cui gli fu dato l’incarico di  ispettore scolastico. 

Fondatore di molti giornali <<e biblioteche circolanti>>, fu anche poeta. 

L’opera di quest’altro illustre calabrese non si ferma con quelle citate dal Professor Russo.

Purtroppo, almeno per il momento, non abbiamo, però, notizie riguardo a quando ha lasciato questa terra. 

Ma, poi, infine, mi domando: se ne è andato veramente dalla sua, nostra Calabria? 

La risposta è no, se solo noi, suoi conterranei, non ne trascuriamo il ricordo e l’eredità umana e letteraria. 

Non perderti gli ultimi post!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DEL BLOG

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

close

Non perderti gli ultimi post!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DEL BLOG

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

CONDIVIDI SU:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *