
C’è una cosa che a volte accade senza preavviso: una canzone ti trova, anche quando non la stai cercando.
E così è successo a me, seduto sul divano in un pomeriggio qualunque. Ho preso lo smartphone quasi senza pensarci, sono entrato in un social e tra i contenuti che scorrevano mi sono imbattuto in una canzone, in un titolo: “Sognando” di Don Backy.
Conoscevo il brano ma anche oggi mi ha emozionato.
Nonostante sia estate, nonostante la luce fuori sia quella leggera e distratta dei giorni caldi, mentre ascolto questa canzone ho sentito i brividi lungo il corpo.
Non brividi lievi. Brividi veri.
Il testo, la voce del cantante rimasta impressa nella sua autenticità, la musica che sembrava avvolgermi senza chiedere permesso… tutto ha creato una specie di sospensione.
Per qualche minuto non ero più sul mio divano. Ero dentro la canzone.
“Sognando” non è un brano qualsiasi.
È una storia dolorosa e profonda che affonda le sue radici in un tema difficile: la condizione dei manicomi, il disagio mentale, l’isolamento dell’essere umano quando viene escluso dal mondo.
Una realtà dura spesso ignorata, soprattutto a quei tempi, che qui diventa voce.
La canzone fu scritta nel 1971, ma la prima incisione (autoprodotta dallo stesso Don Backy) fu nel 1974. Una cover di successo di Sognando fu quella di Mina che, ascoltato il brano, ne rimase subito entusiasta e decise di registrarne una propria versione nel 1976.
Don Backy realizzò nel 1978 una seconda versione del brano (dopo quella del 1974) e decise di inserirla nell’album omonimo Sognando.
da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sognando_(Don_Backy)
Il brano porta con sé un peso emotivo enorme: non solo racconta, ma fa sentire.
Un uomo chiuso in un mondo suo, fatto di pensieri confusi, emozioni spezzate, ricordi che affiorano e svaniscono. Un uomo che alterna silenzi, rabbia, dolcezza improvvisa, smarrimento.
E soprattutto, un uomo che sogna.
Perché il sogno, in mezzo a tutto questo, diventa l’unico spazio di libertà possibile.
Non una fuga leggera, ma una necessità.
Lontana dalla legge Basaglia (la legge180 è la prima e unica legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.Ciò ha fatto dell’Italia il primo paese al mondo (e al 2019 finora l’unico) ad abolire gli ospedali psichiatrici, fonte wikipedia ) la forza di “Sognando” non sta solo nel testo, ma nella sua interpretazione.
Una voce umana, vera, senza protezioni. Una voce che non cerca di abbellire il dolore, ma lo attraversa.
Ci sono canzoni che ascolti. E poi ci sono canzoni che ti coinvolgono.
“Sognando” è stata questo: un incontro ripetuto, nato per caso, ma capace di lasciare di nuovo, probabilmente di più rispetto al passato, un segno intenso.
E quando è finita mi sono accorto di avere gli occhi lucidi. “Sarà l’uso del computer e del cellulare”, ho voluto pensare ma la realtà è ben diversa e umanamente l’ho accettata.