Il cammino ripreso – Mio racconto breve.

Il cammino ripreso - Mio racconto breve.

Il sentiero era ancora lì.

L’uomo lo osservava da qualche minuto, fermo davanti al vecchio cancello di legno.

Non era cambiato molto.

La strada saliva lentamente tra gli alberi, scomparendo dietro una curva che conosceva bene.

C’erano stati giorni in cui aveva percorso quel sentiero quasi senza pensarci.

Conosceva le pietre più grandi, il punto in cui la strada diventava più stretta e il vecchio castagno che cresceva poco più avanti.

Poi, un giorno, aveva smesso.

Non ricordava esattamente quando.

Forse non era stata una decisione. A volte le cose finiscono così: non con una parola definitiva, ma con un giorno in cui si rimanda al giorno dopo.

E poi al giorno dopo ancora.

Il tempo passò.

Il sentiero rimase lì.

Quella mattina, però, l’uomo era tornato.

Si chinò e raccolse un ramo secco che il vento aveva trascinato davanti al cancello.

Lo spostò lentamente.

Poi aprì.

Il primo tratto era più difficile di come lo ricordava.

L’erba era cresciuta ai lati e, in alcuni punti, le foglie nascondevano le pietre.

L’uomo fece qualche passo.

Poi si fermò.

Per un momento pensò che forse avrebbe dovuto tornare indietro.

Era passato troppo tempo.

Il cammino non era più quello di prima.

O forse era lui a non essere più lo stesso.

«È normale.»

La voce arrivò da poco lontano.

Seduto su un muretto c’era un vecchio che l’uomo non aveva notato.

«Cosa?»

«Che il sentiero sembri diverso quando non lo percorri da molto tempo.»

L’uomo lo guardò.

«Lo conosce?»

Il vecchio sorrise.

«Abbastanza.»

«E dove porta?»

Il vecchio indicò la strada.

«Più o meno dove portava prima.»

L’uomo rimase in silenzio.

«Più o meno?»

«Un cammino non resta mai uguale. Cambia con le stagioni. E cambia anche chi lo percorre.»

L’uomo abbassò lo sguardo verso il sentiero.

«E se avessi aspettato troppo?»

Il vecchio non rispose subito.

Poi raccolse da terra una piccola pietra e la gettò tra le foglie.

«Il sentiero non ti ha aspettato,» disse. «È semplicemente rimasto qui.»

L’uomo guardò davanti a sé.

La curva era sempre là, poco più avanti.

Oltre quella curva non riusciva a vedere nulla.

Ma, improvvisamente, non sentì più il bisogno di sapere cosa avrebbe trovato.

Fece un passo.

Poi un altro.

Dopo qualche metro si voltò.

Il vecchio era ancora seduto sul muretto.

«Grazie,» disse.

L’uomo riprese a camminare.

Il sentiero saliva lentamente.

Non era un nuovo viaggio.

Non era nemmeno un ritorno.

Era un cammino ripreso.

E forse, pensò mentre il rumore dei suoi passi si perdeva tra gli alberi, non importa quanto tempo si sia rimasti fermi.

Ci sono strade che non chiedono spiegazioni.

Aspettano soltanto il momento in cui qualcuno decide di percorrerle di nuovo.

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