
Una risposta breve, ma per me significativa, è arrivata dal professor Andrea Revelant, docente di Storia dell’Asia orientale e sud-orientale all’Università Ca’ Foscari Venezia, al quale avevo inviato il mio articolo dedicato ai 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo per i rapporti tra i due Paesi: ricorrono infatti 160 anni dalla firma del Trattato di amicizia e commercio tra Italia e Giappone, un anniversario che offre l’occasione per riflettere non soltanto sulla storia delle relazioni diplomatiche, ma anche sui legami culturali e umani che nel tempo si sono sviluppati tra le due nazioni.
Proprio nell’ambito di questo percorso ho recentemente realizzato l’articolo “Italia e Giappone – 160 anni di amicizia – Dall’anniversario diplomatico a un legame culturale e umano”, pubblicato su Il Quotidiano l’Italiano..Ho quindi ritenuto importante sottoporlo anche all’attenzione del professor Andrea Revelant, studioso di storia del Giappone moderno e contemporaneo presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Il suo ambito di ricerca comprende, in particolare, la storia politica ed economica del Giappone tra XIX e XX secolo.
La risposta del professor Revelant
La risposta ricevuta è stata breve, ma l’ho accolta con particolare piacere:
«La ringrazio dell’articolo, che leggerò con interesse.»
Sono parole semplici, ma per me rappresentano un significativo segnale di attenzione verso un tema al quale sto dedicando da tempo parte del mio lavoro di autore e corrispondente.
Naturalmente, non si tratta ancora di un giudizio sul contenuto dell’articolo: il Professore mi ha comunicato che lo leggerà e sarà quindi eventualmente il seguito del nostro contatto a dirci qualcosa di più.
Ed è proprio per questo che preferisco considerare questa risposta per quello che realmente è: un primo, cortese e autorevole riscontro
Un percorso che continua
Il rapporto tra Italia e Giappone è diventato negli ultimi anni una presenza sempre più importante nel mio percorso di scrittura.
È nato anche da qui il mio libro Il samurai Takeo, la penna e la spada, pubblicato da Titani Editori, nel quale ho cercato di raccontare attraverso la figura del samurai, la poesia haiku e la cultura giapponese un mondo lontano nel tempo, ma capace ancora oggi di parlare al lettore occidentale.
Il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone mi ha poi offerto l’occasione per proseguire questo cammino attraverso articoli, incontri e contatti con persone e istituzioni interessate alla cultura e alla storia giapponese.
La risposta del professor Revelant si inserisce quindi in questo percorso
Non è un punto di arrivo, ma un piccolo passo in più.
E forse è proprio questo il modo migliore per accogliere una risposta come la sua: con gratitudine, senza attribuirle significati che ancora non ha, ma anche con la consapevolezza che quando un proprio lavoro riesce a suscitare l’attenzione di uno studioso del Giappone, vale la pena continuare a camminare nella stessa direzione.
Il mio articolo sul 160° anniversario Italia-Giappone